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SERVIZI SOCIO ASSISTENZIALI

ATTIVITA’ DI ACCOGLIENZA

a) Progetto accoglienza richiedenti

La cooperativa offre accoglienza e reinserimento di richiedenti protezione internazionale facendo parte del progetto del territorio Ferrarese. Attualmente accoglie uomini, donne, e nuclei famigliari attraverso 6 strutture CAS:
– Accoglienza di via Spadari, sito in Ferrara via Spadari, 29 9 posti
– Accoglienza Formignana, sita in Formignana via Provinciale per Finale, 113 10 posti
– Casa Famiglia “Nazaret” sita in Tresigallo via Del mare, 64 7 posti
– Accoglienza Cona, sita in Ferrara via Comacchio, 550 19 posti
– Accoglienza Maiero, sita in Portomaggiore, via strada Statale per S. Vito 80 5 posti
– Accoglienza il Casale, sito in Poggio Renatico, via ferrara 21/A 48 posti

b) Progetto Casa Famiglia

La “Casa Famiglia Nazaret” sita in Tresigallo in via Del Mare, 64, è una comunità residenziale organizzata e gestita sul modello della famiglia naturale.
Accoglie persone che necessitano, in via temporanea e/o definitiva, di un ambiente che assicuri:
• sviluppo e maturazione affettiva e relazionale;
• educazione personale e sociale;
• assistenza e cura;
• promozione umana, psicologica e spirituale;
• tutela ed integrazione o reinserimento sociale.
Dal punto di vista strutturale, la casa famiglia risponde ai requisiti previsti per le civili abitazioni ed in ordine alla sua organizzazione assicura alle persone prese in carico: ospitalità, organizzazione della vita quotidiana famigliare in ragione dei bisogni e delle attività individuali e di gruppo, cura ed assistenza, partecipazione sociale, civile e religiosa, promozione ed educazione umana, sociale e spirituale.

CENTRO DIURNO GIOVANI

PREMESSA
L’adolescenza è uno dei momenti più critici della vita di ogni individuo, per i repentini cambiamenti che avvengono a livello fisico, cognitivo e relazionale, un percorso di sperimentazione che può essere vissuto come organizzante o disorganizzante, o anche presentarsi senza crisi evidenti. L’adolescenza mette in gioco tutti, anche gli adulti. É un momento critico non solo per i ragazzi che lo vivono direttamente ma anche per chiunque segua il loro sviluppo con sguardo attento e partecipe. È un’età di transizione sempre più lunga , in un contesto sociale articolato e complesso all’interno del quale l’ingresso nell’età adulta è sempre più posticipato e non esistono norme e valori unici che possano stabilirne l’adeguatezza.
I percorsi di sviluppo adolescenziali vanno considerati come il risultato di una complessa interazione di un individuo concreto, dotato di specifiche capacità cognitive, caratteristiche personali e una propria storia, con un particolare contesto sociale nel quale il soggetto svolge un ruolo attivo. Ne consegue che l’azione dell’adolescente non è mai priva di senso e non è solo il risultato delle semplici pressioni ambientali. Essa è autoregolata, ha obiettivi e scopi precisi, e serve per esprimere valori e convinzioni, per risolvere problemi e per costruire una propria identità. La maggior parte dei comportamenti adolescenziali risulta da scelte tra alternative, basate su valori e credenze sottoposte ad un controllo personale, in relazione alle regole sociali; comportamenti apparentemente simili possono avere scopi diversi e comportamenti molto diversi possono avere obiettivi simili. L’affermazione di sé può dunque realizzarsi con comportamenti socialmente utili o attraverso comportamenti pericolosi e ad alto rischio , come l’uso di sostanze, i disordini alimentari, comportamenti autolesivi, delinquenza.
Individuare e valutare i fattori di rischio e di resilienza è fondamentale per comprendere i percorsi adattivi e disadattivi nell’adolescenza, tali fattori possono infatti riguardare il contesto sociale, scolastico e familiare, ma anche il funzionamento biologico e psicologico dell’adolescente. I comportamenti a rischio vanno quindi considerati come sintomi di una vulnerabilità che sottende altre problematiche e possono anche essere indicatori precoci di disturbi psichici.
E’ all’interno di questa prospettiva e in un’ottica di prevenzione, supporto e recovery che si inserisce il Centro Diurno Giovani: uno spazio accogliente che, in stretta collaborazione con i Servizi del territorio ( NPIA, CSM, Dipendenze Patologiche, DCA, Consultorio,..), offre percorsi educativi che favoriscano il reinserimento e la partecipazione attiva dei giovani utenti alla comunita’ di appartenenza, facilitando il mantenimento, il recupero ed il potenziamento di abilita’ residue. L’obiettivo principe e’ quello di promuovere la qualita’ della vita degli utenti attraverso percorsi integrati, partecipati e consapevoli, che sostengano il benessere fisico e psicologico, la capacita’ creativa e progettuale, rafforzino le relazioni interpersonali con i pari e con gli adulti, verso un processo esperienziale di crescita e di stabile benessere sia sintomatologico che psicosociale.
La linea educativa nelle diverse fasi dell’intervento educativo esclude ogni forma di coercizione fisica, psichica e morale.
Una delle caratteristiche fondamentali del metodo educativo, è la relazione ossia la scelta degli operatori di creare un legame d’appartenenza reciproca che supera il concetto di prestazione e di servizio e che è la molla per un deciso cambiamento di vita.
Le attività e gli strumenti d’intervento (regole, colloqui individuali e di gruppo, attività lavorative, sportive, culturali….) sono funzionali alla maturazione della persona e l’obiettivo del recupero è raggiunto se la persona acquista la capacità di decentrarsi uscendo dal ripiegamento su se stesso, aprendosi alla realtà e agli altri.
Il Centro Diurno rappresenta quindi un arricchimento delle opportunità terapeutiche esistenti nel nostro territorio. E’ un percorso teso a limitare la tendenza alla medicalizzazione al fine di sviluppare le potenzialità della persona, della sua famiglia e del contesto.

DOVE
Il centro diurno si trova in via Passega n. 70 a Ferrara, zona non lontana dal centro della citta’ e facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici.

TARGET
Il progetto è rivolto a giovani con problemi di disagio sociale generale o con esiti di patologia psichiatrica , clinicamente stabilizzati, che non necessitano di assistenza sanitaria continuativa, con un’età compresa tra i 16 e 25 anni

TIPOLOGIA DI PERCORSO
Percorso semi-residenziale. Si tratta di un percorso riservato a tutti quelli che per condizioni oggettive, possono aderire alle regole di base relative al lavoro di contenimento che i familiari devono attivare su indicazione della struttura e concordare con essa.
Il percorso si basa sulla visione della persona nella sua totalità, caratterizzata dalle dimensioni fondamentali di ogni essere umano:

TEMPI
I tempi previsti sono variabili e devono rispondere alle necessità e agli obiettivi concordati tra il diretto interessato, la famiglia, la struttura e i servizi invianti.
Vanno da un minimo di tre mesi ad un massimo di 6 mesi.

METODOLOGIA
L’invio viene effettuato dai servizi della provincia: NPIA, CSM, Dipendenze Patologiche, DCA, Consultori o da altri enti che trattano problematiche nella fascia di età specificata, i quali necessitano di un intervento di affiancamento diurno.
I servizi invianti in base al target definito dalla struttura definiscono:

il centro diurno definisce:
– tempi e modalità di accoglienza
– definizione del percorso con relativi tempi e strumenti (percorsi educativi personalizzati )
– definizione della collaborazione con la famiglia in stretta sinergia con i servizi invianti (accompagnamento, psicoeducazione, strutturazione del lavoro di contenimento, momenti ludici)

TIPOLOGIA DI INTERVENTO

Il Centro Diurno punta a strutturare percorsi psicoeducativi personalizzati in cui vi sia una partecipazione ed un coinvolgimento attivo dell’utente e della famiglia nella definizione di obiettivi chiari e raggiungibili ed esiti attesi. Tutto questo in un atteggiamento non giudicante e orientato all’empowerment e alla recovery.

E’ prevista la collaborazione stretta tra il Centro Diurno ed una psicologa del Servizio inviante che, insieme agli operatori del Centro si occuperà della definizione di un percorso familiare e di un percorso individuale con l’utente.

Percorso con i familiari con l’obiettivo di:
+ motivare i familiari ad un lavoro condiviso
+ dare ai familiari le informazioni e gli strumenti necessari (psicoeducazione)
+ modificare le dinamiche familiari, fare un’azione di supporto e accompagnarli nel percorso di cambiamento
+ stabilizzazione dei cambiamenti
Percorso individuale mirata ad affrontare gli aspetti problematici emersi dalle valutazioni.
Tale tipo di interventi vengono svolti negli ambulatori del servizio inviante, trattandosi di interventi specifici di cui il servizio si occupa.

REGOLE
Alle persone accolte viene richiesto il rispetto delle norme comportamentali previste (verrà fornito un regolamento interno) che rimangono valide in tutte le parti del programma:
+ Osservanza degli orari;
+ Svolgimento delle mansioni e delle attività proposte;
+ Divieto di effettuare spostamenti al di fuori della struttura se non in presenza di un operatore;
+ Divieto di usare alcolici e sostanze stupefacenti;
+ Divieto di usare violenza fisica o verbale;
+ Rispetto delle norme igieniche;
+ Divieto di avere rapporti sessuali;
+ Confronto con gli operatori per qualsiasi bisogno o situazione particolare.

STRUMENTI
Agli utenti verranno forniti di strumenti quali:
+ Diario giornaliero personale: analisi della giornata trascorsa, del comportamento tenuto, dei vissuti, dei rapporti con gli altri ecc.
+ Diario di bordo del Centro: a turno settimanale due ragazzi terranno un diario che racconta tutto quello che accade durante la giornata del centro.
+ Responsabilità e servizi: l’organizzazione della struttura è anche caratterizzata da una precisa suddivisione di compiti e mansioni
+ Lavoro educativo sulle norme comportamentali e trasgressione (l’obiettivo è insegnare agli utenti che le azioni che compiamo, giuste o sbagliate che siano, hanno sempre delle conseguenze; in quest’ottica il mancato rispetto di una regola deve essere recuperato attraverso un gesto significativo, che aiuti a comprendere l’errore commesso e permetta di riflettere)

I dati relativi al trattamento di ciascun utente, preso in carico dal Centro, verranno debitamente annotati all’interno di un’unica ed individuale cartella, nella quale saranno contenuti:
• Scheda informativa generale con i dati anagrafici salienti dell’utente
• Scheda di accoglienza con la richiesta di inserimento dal servizio inviante
• Eventuale documentazione dell’ente inviante
• Progetto educativo individualizzato concordato dall’equipe (operatori del servizio inviante e operatori del Centro) con obiettivi a medio e lungo termine.
• Schede di aggiornamento basate sugli incontri di verifica periodici con l’utente, con la famiglia e con il servizio inviante
• Informativa e richiesta del consenso al trattamento dei dati personale (D.lgs n. 196 del 30/06/2003)

EQUIPE OPERATIVA E CONSULENZE ESTERNE
Educatori: 2
Psicologo: 1 (psicoterapeuta per supervisione all’ equipe operativa)
Psicologa del servizio inviante, per percorso famigliare e individuale esterno, da svolgersi presso la sede del servizio inviante, in collaborazione con la Cooperativa

NUMERI E COSTI

La Capacità recettiva della struttura va da un minimo di 6 utenti al giorno ad un massimo di 12.
La previsione dei costi viene calcolata in 3 anni considerando un costo giornaliero di 35 euro, considerando l’attività dal lunedì al sabato mattina, giornata questa libera da attivita’ strutturate ma aperta comunque ad utenti e familiari per momenti di incontro e condivisione.
Per gli invii da parte del privato il costo giornaliero sara’ il medesimo e totalmente a proprio carico.
Al costo finale deve essere applicata iva al 5 %